Notizie su Lama dei Peligni

Notizie su Lama dei Peligni

Il paese dei camosci.

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Trend popolazione dal 1861

mappa popolazione

Elaborazioni su dati ISTAT delle statistiche demografiche di Lama dei Peligni.

i grafico andamento popolazione lama dei peligniAndamento demografico i grafico eta stato civile lama dei peligniPiramide delle età i grafico censimenti popolazione lama dei peligniCensimenti popolazione
i grafico eta scolastica lama dei peligniEtà scolastica i grafico struttura popolazione lama dei peligniStruttura popolazione i grafico tasso stranieri lama dei peligniCittadini stranieri

 

Altri dati

Abitanti: 1 155
Altezza s.l.m.: m. 669
Densità per Kmq: 36,82
Superficie: 31,37 Kmq
Codice Istat: 069045
Classificazione rischi sismici: 1
Abitanti: lamesi

Cenni storici

Santo Patrono: san Sebastiano martire
Festa patronale: 20 gennaio
Legato ad un intervento miracoloso in una delle tante epidemie che flagellarono l’Abruzzo, è il culto di San Sebastiano nella chiesa dei Santi Nicola e Clemente edificata al centro del paese, sul finire del 1500, come riferisce una iscrizione murata sul campanile, per rinnovare il ricordo di luoghi di culto più antichi. (Maria Concetta Nicolai, Un Santo per ogni campanile Il culto dei Santi Patroni in Abruzzo Volume II – I Martiri, pag. 285)

Etimologia del nome: Il toponimo è di derivazione pre-latina, provenendo dalla parola lama che letteralmente significava lamatura, cioè terreno dove l’acqua ristagna; successiva è da ritenersi l’aggiunta riferita al popolo italico, i Peligni appunto, che si sarebbe spinto sino al territorio del fiume Aventino, anche se quest’ultimo dato è controverso e si può sostenere che i Peligni non abbiano abitato realmente questi territori, essendo originari invece della valle di Sulmona. (fonte)  Il toponimo Lama è anche ricondotto alla forma della montagna, ossia di lama di coltello.

Altre notizie storiche

Frazioni

Corpi Santi, Fonterossi, Vaccarda, Piani Marini, Fico San Martino, Colle Santa Croce, Lami, Decontra, Padre Nostro.

Loghi ANCI

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Economia

turismo, agricoltura

Da vedere e conoscere

Chiese e altri edifici religiosi

  • Chiesa parrocchiale di Gesù Bambino o dei Santi Nicola e Clemente. La chiesa parrocchiale, originariamente intitolata ai SS. Nicola e Clemente, è stata intitolata nel corso del 2015 a Gesù Bambino, con Decreto dell’Arcivescovo Mons. Bruno Forte.
  • Eremo della Grotta Sant’Angelo e abside di Sant’Agata.
  • Chiesa di Santa Maria della Misericordia e Convento di Sant’Antonio da Padova. È sito nella località Largo Convento. Il convento è stato fondato nel 1327 da Roberto da Salle: Il campanile è stato realizzato da Roberto Verlengia, nel 1921, su progetto di Giuseppe Verlengia, in stile misto, tra gotico e rinascimentale. In questo anno anche l’interno fu rifatto in stile pseudo barocco e rococò.
  • Chiesa di San Rocco. È sita presso il laghetto Plebiscito. La chiesa è stata rimaneggiata più volte su un edificio risalente alla metà del XVII secolo.
  • Chiesa di San Pietro. È sorta nel novecento su di un preesistente edificio.
  • Chiesa di San Clemente. È sita su un burrone posto alla periferia del paese, detta Lama Vecchia. Data la mancanza di fonti non è possibile datare con certezza la fondazione della chiesa, tuttavia una pietra della chiesa riporta il 1529.
  • Chiesa della Madonna dei Corpi Santi. È sita nella Contrada Corpi Santi. L’edificio attuale è frutto della ricostruzione, nell’Ottocento, di un precedente edificio distrutto nel terremoto del 1706.

Palazzi antichi – castelli

  • Palazzo Verlengia. È sito in piazza Umberto I. La presenza di un’inferriata barocca fa supporre che l’edificio sia settecentesco. Il palazzo è stato rielaborato nel Novecento.
  • Palazzo dei Baroni Tabassi. È sito in piazza Umberto I. La costruzione risale al XVI secolo, susseguentemente l’edificio è stato ristrutturato e rimaneggiato.
  • Palazzo Ducale. È sito a piazza Umberto I. Il palazzo fu costruito per volontà dei duchi Di Capua nel Cinquecento. Nel 1756 il palazzo risulta di proprietà dei D’Aquino di Caramanico. Dell’impianto originale resta ben poco salvo qualche pietra cantonale e qualche finestra.
  • Il Castello: non si hanno molte notizie di questa struttura, che si trova nel cuore del centro storico, al confine con il borgo di Lama Vecchia, quasi franato del tutto. Oggi del castello rimangono ruderi dell’impianto irregolare, compreso tra via Castello e via Forno vecchio, pare che prima della distruzione degli alleati mediante bombardamento, il castello fosse una residenza gentilizia, rimaneva solo una torre di guardia ancora oggi conservata, mentre attorno si trovano i ruderi delle mura.

Luoghi storici – archeologici

Parchi e/o riserve naturali

  • Grotta del Cavallone: situata al confine tra Lama e Taranta Peligna, nota per essere la grotta naturale visitabile più alta d’Europa. Il poeta Gabriele D’Annunzio vi ha ambientato la tragedia La figlia di Iorio.
  • Grotta Sant’Angelola prima attestazione certa risale al 1447. Nella parte relativa a Lama del Registro dei fuochi del Regno di Napoli è menzionata una tale Margarita concubina prioris Sancti Angeli de monte (Margherita, concubina del priore di S. Angelo del Monte). L’intitolazione a S. Michele Arcangelo fa presupporre, tuttavia, una fondazione altomedievale. Nel 1838 il luogo viene menzionato nei Decreti della Prima Santa Visita di G.M. Saggese, vescovo di Chieti. Secondo una tradizione locale, nel 1656, per sfuggire alla peste, vi si rifugiò il ricco notaio De Camillis; un secolo dopo, il ritrovamento di uno stivale pieno di monete d’oro provocò la distruzione delle mura da parte degli abitanti del luogo alla ricerca di un eventuale tesoro. La struttura è la seguente: ampio androne largo circa 20 m all’ingresso con poche tracce superstiti di muratura che permettono di ricostruirne a grandi linee la struttura originaria. La parte frontale della grotta era interamente chiusa, con un unico accesso al centro, mentre l’interno era costituito da due ambienti di diversa grandezza. Il primo, che conserva ancora i resti di un piccolo altare sormontato da un’edicola lignea, costituiva la zona presbiteriale del complesso, come testimonia anche la presenza di un’acquasantiera scavata nella roccia della parete d’ingresso; il secondo ambiente, di dimensioni più piccole, era il nucleo abitativo dell’eremo. Video
960px Piazza Umberto I Lama dei Peligni
Piazza Umberto I
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Grotta Sant’Angelo
sfogliatella
Le sfogliatelle di Lama

Feste ed attività culturali

Prodotti tipici

Mappa

Immagini

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