Colori, sapori e odori d’autunno

Autunno tra natura e tradizione in Abruzzo

L’immaginario collettivo tradizionale dei profumi autunnali nei piccoli borghi ci racconta dell’odore del mosto provenire dalle cantine dove le botti cominciavano a ribollire, dell’odore intenso e del rumore monotono che proveniva dai piccoli frantoi a macina di pietra presenti in diversi angoli del paese, anche lungo le rue; dei colori intensi della frutta messa a stagionare sulla paglia nei ripostigli, il colore giallo oro di zucche, meloni invernali e frutti di cotogno rivestiti di sottile peluria; negli angoli degli incroci, annunciato da un leggero refolo di  fumo caldo, l’irresistibile odore delle caldarroste che cuocevano lentamente su una padella bucata, con a fianco gli immancabili cartocci di carta a forma di imbuto; e nelle cantine buie e spartane si assaggiava il vino novello con bruschette di pane o sarde e peperoni secchi fritti.

Oggi i prodotti sono rimasti, soprattutto l’olio e il vino sono diventati molto più importanti per l’economia delle nostre zone, ma non si lavorano più dentro i borghi. Gli agricoltori che producono vino per la famiglia lo fanno nelle fattorie, in locali moderni  attrezzati in modo più o meno sofisticato;  molte sono invece le cantine industriali che producono vino in moderni capannoni e silos d’acciaio con la guida di un enologo, in quantità industriale e in più qualità, secondo le richieste del mercato. Sempre più spesso le cantine sociali organizzano giornate di degustazioni, passeggiate a tema e tour serali o notturni.

 I moderni frantoi sono situati in posti aperti, facilmente raggiungibili dai grossi trattori a ruote, sono luoghi asettici, da camice bianco; le attrezzature sono completamente automatizzate: da un lato si scaricano binze di olive, dall’altra una centrifuga lascia sgorgare un filo dorato di olio che viene messo in recipienti di acciaio. L’olio viene assaggiato oltre che sul pane,  in vere e proprie degustazioni, bevendo a piccoli sorsi per scoprire il retrogusto, come un nettare prezioso.

La frutta oggi si mette raramente a stagionare perché è sempre presente sul mercato; inoltre inoltre una certa globalizzazione ha portato una concezione del tempo veloce ed immediato; solo i vecchi buongustai sanno percepire la differenza: costoro vanno alla ricerca di qualità autoctone e disdegnano la babele di varianti presenti sul mercato.

Le caldarroste si trovano ancora ma solo durante le feste o le sagre, ancora con gli antichi odori e i vecchi strumenti. La degustazione non si fa più nelle vecchie cantine, che non esistono più, ma è diventato un rito collettivo nelle sagre e nelle feste paesane.  In molti comuni vino novello, olio nuovo e castagne vengono celebrati insieme, specialmente nel periodo di San Martino.

Dove sono i castagneti in Abruzzo?

Tra i prodotti autunnali sicuramente presenti sulle nostre tavole ci sono le castagne. Se ne trovano nei pressi di Valle Castellana (Teramo), Crognaleto (Teramo), Cagnano Amiterno, Montereale, Ocre, Sante Marie (dove va in scena ogni anno la Cicloturistica della Castagna con tre percorsi), Carsoli, Tagliacozzo (L’Aquila). In particolare, in località Morrice di Valle Castellana si trova uno dei castagni più grandi d’Italia, “il Piantone di Nardò“, 17 metri di circonferenza e un’età stimata intorno ai 700 anni. Piccoli castagneti si possono scoprire anche nel Piano delle Castagne, frazione di Roccamorice (Pescara).

Sagre e feste in Abruzzo

La sagra della castagna di Sante Marie (L’Aquila), a fine ottobre, in uno splendido scenario tra le montagne, è tra le più longeve e frequentate. Oltre alla castagna, regina indiscussa della manifestazione, tra i prodotti protagonisti dell’evento si ritrovano i piatti tipici della tradizione locale: dalla polenta con salsicce agli arrosticini, dai tagliolini con tartufo, gnocchi e zuppe calde oltre ai tanti dolci a base di castagne.

Ad Introdacqua, a novembre si celebra la dodicesima edizione della Festa del Ringraziamento, ovvero un omaggio alla terra ed ai suoi frutti preziosi, come tartufo, olio, mais, farro, ceci e patate, secondo la tradizione contadina.

A Valle Castellana, a fine ottobre nel cuore dei Monti della Laga, si celebra il pregiato marrone locale, insieme a percorsi enogastronomici durante i quali sarà possibile assaggiare, tra gli altri, arrosticini, polenta, zuppa di ceci, sfritta di maiale con castagne e mele.

Altre manifestazioni con vino, olio e castagna si svolgono a Treglio e Pollutri (Chieti). A Civitella Roveto si festeggiare la castagna “Roscetta”, una specialità della Valle Roveto.

A fine ottobre nel centro storico di Serramonacesca (PE) appuntamento con L’Aneme de le Morte e la Sagra della Zucca, a cura dell’Associazione culturale Retroterra, con il patrocinio del Comune di Serramonacesca.

In molti paesi si organizzano manifestazioni di frantoi aperti, cantine aperte, passeggiate tra gli ulivi, passeggiate con degustazioni, serate a tema. La zucca è protagonista nella festività di halloween, una festività anglosassone che prende sempre più piede, veicolata dalla diffusione della conoscenza della lingua inglese.

L’Abruzzo ha saputo convertire l’immaginario tradizionale in una moderna concezione della trasformazione dei prodotti simbolo, arrivando a porsi in modo competitivo tra le offerte turistiche, anche se la creazione di un marketing turistico regionale è ancora in fieri .


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